
14) I Disso Lgoi. Il relativismo etico.
Un'opera particolarmente interessante sul relativismo etico, che
stava prendendo piede nelle scuole dei sofisti, porta il titolo
Disso Lgoi (ragionamenti duplici, argomentazioni in contrasto
sullo stesso tema). Sembra si tratti di una trascrizione di
esercitazioni scolastiche, tenute da un seguace di Protagora verso
la fine della guerra del Peloponneso o negli anni immediatamente
seguenti. Ne riportiamo alcune parti.
Frammenti 1, 2, 3, 4, ed. Robinson, 1979 (vedi manuale pagine 62-
63).
1. Il bene e il male.
1   Nella Grecia sono formulate, da parte di coloro che si
dedicano alla filosofia, due argomentazioni opposte riguardo al
tema del bene e del male: un gruppo sostiene che altro  il bene,
altro  il male; un altro sostiene che essi coincidono e ci che
per alcuni  bene, per altri  male e che al medesimo individuo
risulta ora bene, ora male.
2   Io per mia parte mi associo a questi ultimi, e prendo in
considerazione, nell'ambito della vita umana, la ricerca del
mangiare, del bere, del piacere sessuale. Ebbene, tutto ci  male
per chi  malato, ma bene per chi  sano e avverte queste stimoli.
3   E ancora: un eccesso in questi campi  male per chi eccede,
bene per chi commercia in essi e se ne arricchisce. Egualmente una
malattia  male per chi  malato, bene per il medico, e la morte
male per chi muore, bene per gli impresari funebri e i becchini.
4   Inoltre un'attivit agricola che produce con successo il
raccolto  bene per chi coltiva, male per i mercanti. Le
collisioni e i danni subiti dalle navi da carico sono un male per
chi arma le navi, bene per chi lavora nei cantieri.
5   E ancora: che il ferro si corroda, perda l'affilatura e si
sfaldi  male per tutti, bene per per il fabbro. E anche che i
vasi finiscano in pezzi  male per tutti ma bene per i vasai,
mentre il fatto che si consumino e lacerino le calzature  male
per tutti ma bene per il calzolaio.
6   Lo stesso accade anche nelle contese di atletica, di belle
arti o di guerra: appunto nella corsa dello stadio la vittoria 
bene per il vincitore, male per gli sconfitti,.
7   ed  lo stesso per la lotta, il pugilato e ogni altro campo
artistico in cui si gareggi. Appunto la partecipazione a un agone
citarodico  bene per colui che vince, male per chi resta
sconfitto,.
8   e in guerra (prendo spunto innanzitutto dagli avvenimenti pi
recenti) la vittoria degli Spartani sugli Ateniesi e i loro
alleati fu un bene per gli Spartani, un male per gli Ateniesi e i
loro alleati, mentre la vittoria dei Greci sui Persiani fu un bene
per i Greci, un male per i Persiani.
9   La presa di Troia fu bene per gli Achei male per i Troiani, e
lo stesso vale per le vicende di Tebe e Argo.
10  La battaglia di Centauri e Lapiti fu  bene per i Lapiti, male
per i Centauri. E anche la battaglia che - si narra - fu
combattuta tra gli Di e i Giganti, in cui riuscirono vincitori
gli Di, fu bene per gli Di, male per i Giganti.
11  L'altra argomentazione sostiene che altro  il bene, altro il
male: come nella parola che li definisce, cos anche
differirebbero nella loro essenza. Io per parte mia analizzo la
questione secondo questo procedimento: ritengo che non possa
neppure risultar chiaro che cosa sia bene e che cosa male se si
ammetta trattarsi di uno stesso concetto, e non di due separati. E
per di pi sarebbe paradossale:
12  neppune chi sostiene questo punto di vista sarebbe in grado di
rispondere - credo - se gli venisse chiesto: "Dimmi, allora, hai
mai fatto del bene ai tuoi genitori?". Lui infatti risponderebbe
che "S, pi volte e molto", e dunque gli si dovrebbe replicare
che "Pi volte e molto si loro debitore di male, posto che bene e
male sono la stessa cosa.
13  Dunque: hai fatto del bene ai tuoi cari? Allora facevi loro
del male. Hai fatto loro malvagiamente del male? Hai fatto loro
pi volte e molto del bene.
14  E dammi risposta anche su questo: non hai forse compassione di
un mendicante, perch patisce molte disgrazie? E dunque
contemporaneamente non lo reputi fortunato perch ha molti beni,
posto che bene e male sono la stessa cosa?".
15  Cos nulla vieta che il Gran Re sia nella medesima condizione
di un mendicante, perch i suoi grandi beni altro non sono che che
grandi mali, posto che bene e male sono la stessa cosa. E
altrettanto vale per ogni caso analogo.
16  Intendo muovere ora procedendo punto per punto: allora il
mangiare, il bere e il piacere sessuale, secondo questo argomento,
tutto ci  un bene per chi  malato, posto che il bene e il male
sono la stessa cosa; e anche per il malato poi la malattia  male
e bene, posto che bene e male sono la stessa cosa;
17  e cos via per ogni punto toccato in precedenza nel
ragionamento. Per altro io non definisco che cosa  il bene, ma
tento solo di dimostrare che bene e male non coincidono, ma
differiscono l'uno dall'altro.
2. Il morale e l'immorale.
1   Due argomentazioni opposte sono formulate anche intorno a ci
che  morale e immorale. Un gruppo afferma che altro  il morale,
altro l'immorale: differiscono sia nella parola che li definisce,
sia anche nella loro sostanza. Per l'altro gruppo invece
coincidono.
2   Ed io per parte mia tenter di darne spiegazione secondo
questo procedimento [segue una serie di esempi e dimostrazioni].
3. Giusto e ingiusto.
1   Due argomentazioni opposte sono formulate anche intorno a ci
che  giusto e ingiusto. Un gruppo afferma che altro  il giusto e
altro l'ingiusto. Per l'altro gruppo invece coincidono. Io tenter
di sostenere quest'ultima tesi.
2   Come primo punto affermo che  giusto mentire ed ingannare
[segue una serie di esempi e dimostrazioni].
4. Verit e menzogna.
1   Due argomentazioni opposte sono formulate anche intorno a ci
che  menzogna e verit: un gruppo sostiene che altro  il
discorso mentitore, altro quello vero; l'altro gruppo sostiene la
tesi opposta.
2   Anch'io la penso cos [segue una serie di esempi e
dimostrazioni]

 (S. Maso e C. Franco, a cura di, Sofisti: Protagora, Gorgia,
Disso Lgoi. Una reinterpretazione dei testi,
Zanichelli, Bologna, 1995; pagine 178-191)

